L'audizione in commissione Cultura alla Camera della Vicepresidente FNOVI Carla Bernasconi

Proposte di legge per l’accesso ai corsi universitari: la Federazione è contraria all’abolizione del numero programmato

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani (FNOVI) è favorevole alla riprogrammazione delle modalità di accesso ai corsi universitari, ma si oppone all’abolizione del numero programmato. Questa la posizione espressa da Carla Bernasconi, Vicepresidente FNOVI, intervenuta nel pomeriggio del 6 febbraio u.s. presso la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge in materia di norme in per l’accesso ai corsi universitari (C. 334 Rampelli, C. 542 Bruno Bossio, C. 612 Consiglio regionale del Veneto, C. 812 D’Uva, C. 1162 Tiramani, C. 1301 Meloni, C. 1342 Aprea, C. 1414 Ascani e C. 1349 Fratoianni).

Nel corso dell’audizione, la Dr.ssa Bernasconi ha spiegato che il numero dei veterinari in Italia è quasi il doppio rispetto alla media europea e che nel caso in cui venisse abolito il numero programmato, le università italiane si troverebbero ad affrontare un numero enorme di iscritti, senza possibilità di favorire il loro collocamento nel mondo del lavoro. Come illustrato dalla Vicepresidente FNOVI, in media coloro che effettuano il test d’ingresso sono circa 8000, a fronte di un’offerta didattica di appena 760 posti e, nonostante il basso numero di partecipanti ai corsi, le facoltà hanno evidenti problemi derivanti da carenze strutturali e di risorse umane. In particolare, secondo il rappresentante della FNOVI, sarebbe impossibile permettere a 8000 persone di partecipare alle prove pratiche previste dal corso e in questo modo si avrebbe una grave riduzione nella qualità dei corsi.
Allo stesso tempo la Dr.ssa Bernasconi ha evidenziato la necessità di rivedere il test d’ingresso che attualmente “non ha una capacità selettiva tale da garantire la selezione di un numero di studenti che abbiano l’intenzione di svolgere tutti i compiti del medico-veterinario”. In particolare è stato spiegato che l’attuale test d’ingresso porta alla “selezione soprattutto di studenti di sesso femminile e cultura liceale che non vogliono occuparsi dell’aspetto non clinico degli animali d’affezione, come le cliniche degli animali da reddito, sicurezza alimentare e ispezioni“.
Infine, nel corso dell’audizione è stato sottolineato come l’introduzione di una soglia di sbarramento successiva al primo anno, porterebbe gravi conseguenze relative al ricollocamento degli esclusi che vanno valutate.
Con l’occasione ricordiamo che le proposte di legge si trovano in commissione Cultura a Montecitorio in fase istruttoria: al termine delle audizioni verrà redatto un testo unificato e sarà avviato il dibattito. Una volta ottenuto il via libera dalla commissione e dall’Aula il testo sarà trasmesso al Senato.

venerdì 8 febbraio 2019